“Non bisogna riconoscere il governo dei Talebani, sarebbe un tragico errore. Dopo 20 anni di guerra, il Paese è tornato nelle mani del gruppo che la comunità internazionale ha combattuto. Adesso, però, il rischio è che a costoro si riconosca anche il ruolo di interlocutori per la stabilizzazione dell’area. È bene ricordare la persecuzione che i sedicenti studenti del Corano stanno mettendo in campo contro le donne, vittime di violenze continue. Dove sono, a questo proposito, le democratiche di casa nostra? Perché non scendono in piazza per manifestare a favore delle donne afghane? Laura Boldrini, ad esempio, alla luce della sua lunga e sfavillante carriera all’interno di UNHCR perché non va a dialogare con i talebani sul tema dei diritti delle donne? Ecco, siamo stanchi di tutta questa ipocrisia. Ma soprattutto siamo preoccupati che ad un certo punto, complice la lotta a ISIS-K, i Talebani possano trasformarsi in un interlocutore per la comunità internazionale. A quel punto, la sorte delle donne sarà segnata per sempre”. Lo dichiara Souad Sbai, responsabile del “Dipartimento Integrazione e Rapporti con le comunità straniere presenti in Italia” della Lega.

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